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Ordinanza 2809 - 7/06/2001 - Trattamento Animali

IL SINDACO

  • Ravvisata la necessità di tutelare le specie animali in conformità ai principi etici e morali della comunità;
  • Considerato che occorre dettare disposizioni precise sulla detenzione e sulla tenuta degli animali;
  • Visto l'art. 3 del D.P.R. 31 marzo 1979 (G.U. n. 150 del 2 giugno 1979) che attribuisce ai Comuni la funzione di vigilanza sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e focali relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico;
  • Visto l'art. 1 legge 12 giugno 1913 n. 611 (sulla protezione degli animali);
  • Visto l'art. 727 C.P. (maltrattamento di animali) come modificato con legge 22 novembre 1993 n. 473;
  • Visto il Decreto Legislativo 27 gennaio 1992 n. 116 (attuazione direttiva n. 806/609 CEE);
  • Visto il D.P.R. 8 febbraio 1954 n. 320 (regolamento di polizia veterinaria)
  • Visto il D.M. 31 dicembre 1979 (suppl. ord. G.U. 41 del 12 settembre 1980, convenzione di Washington sulle specie animali in via di estinzione);
  • Vista la legge 14 agosto 1991 n. 281 (legge quadro in materia di animali da affezione e prevenzione al randagismo);
  • Vista la circolare regionale n. 7 del 20.4.1999 sui requisiti delle strutture di ricovero per cani;
  • Vista la legge regionale n. 27 del 10.4.2000 in attuazione della legge n. 281/1991;
  • Visto lo Statuto del Comune di Faenza;
  • Visto il Decreto Legislativo n. 267/2000;
  • Considerato che le manifestazioni "Palio del Niballo" e "Bigorda" sono già disciplinate con apposito regolamento non modificato dalla presente ordinanza;

ORDINA

  1. E' fatto divieto di mettere in atto comportamenti lesivi nei confronti di animali e, quindi, di percuoterli, sottoporli ad eccessivi sforzi, fatiche e rigori climatici, ingiustificati per L'impegno o la specie o l'età.
  2. E' fatto divieto di abbandonare animali sul territorio del Comune.
  3. E' fatto divieto di addestrare cani per la guardia o per altri scopi ricorrendo a violenze fìsiche o psichiche.
  4. E' fatto divieto di mettere in atto catture di animali randagi e/o vaganti, ad eccezione di quelle effettuate da operatori del Comune, delle ASL competenti e dagli appartenenti ad associazioni zoofile (specificatamente autorizzati) nei casi e per gli scopi previsti dalle leggi vigenti.
  5. E' fatto divieto di detenere animali in condizioni incompatibili con le lóro caratteristiche etologiche: spazi o locali angusti, scarsa aerazione, scarsa o eccessiva luce, scarso riparo dalle intemperie, scarsa o eccessiva temperatura, possibilità di deambulazione adeguata valutate specie e dimensioni dell'animale, nonché privi dell'acqua o del cibo necessari.
  6. a. E' fatto divieto di detenere cani alla catena e/o sprovvisti di un riparo rialzato dal suolo e chiuso, se non in casi di comprovata necessità. In tal caso, i cani legati dovranno essere fissati ad una leggera catena, lunga almeno due metri, munita di occhiello, in modo. da scorrere su un filo orizzontale lungo almeno cinque metri oppure se fissa, nella comprovata impossibilità di essere scorrevole, di lunghezza non inferiore a cinque metri.
    b. La cuccia dovrà essere di dimensioni adeguate alla mole dell'animale, in materiale impermeabile alla pioggia, con una piccola apertura per l'ingresso, non deve essere umida, nè posta in luoghi soggetti ad agli allagamenti.
    e. La cuccia e la zona attigua devono essere pulite.
    d. Il collare dovrà essere flessibile e non stretto, il cibo cambiato ogni giorno, sufficiente e sostanzioso e l'acqua sempre pulita.
    e. La superficie recintata a disposizione del cane deve essere consona alle caratteristiche psicofìsiche ed etologiche dell'animale, nonché alla taglia, alla razza ed alle attitudini dello stesso (in ogni caso mai inferiore a metri quadrati dieci per ogni singolo cane).
  7. Le voliere per uccelli, salvo temporanee esigenze sanitarie, devono avere per dimensioni minime: fino a tre animali adulti la dimensione maggiore della gabbia deve essere cinque volte superiore alla misura dell'apertura alare dell'esemplare più grande. Le altre due dimensioni non possono essere inferiori alla metà della prima; se vengono tenuti più di tre animali, le misure minime vengono in rapporto aumentate.
  8. E' vietata la custodia di pesci in acqua insufficiente, povera di ossigeno e a temperature non conformi alle esigenze fìsiologiche della specie; il ricambio di acqua deve essere garantito quotidianamente, qualora manchi un idoneo impianto a circuito chius,b filtrante; la lunghezza minima del contenitore deve essere cinque volte superiore alla lunghezza del corpo dell'animale più grande, le restanti due dimensióni non possono essere inferiori alla metà della prima. Oltre i tre animali le dimensioni minime sono aumentate in proporzione. In ogni caso il volume dell'acqua deve essere in relazione alla dimensione dei pesci contenuti. E' vietata la detenzione di pesci o altri animali acquatici in contenitori sferici.
  9. I cavalli adibiti ad attività sportive o da diporto nei maneggi devono essere sempre dissellati quanto non lavorano, adeguatamente foraggiati ed abbeverati. e, se ricoverati in poste, le stesse devono permettere agli animali di sdraiarsi.
  10. II possesso di. un animale deve essere preceduto dal rispetto delle caratteristiche ed esigenze della specie a cui appartiene; l'animale deve essere sempre tenuto a cura del proprietario o di chi ne abbia la temporanea custodia o possesso in buone condizioni igienico sanitarie e deve essere immediatamente curato e soccorso da un veterinario se ammalato o ferito.
  11. E' proibita la spennatura e spellatura di animali vivi.
  12. E' vietato bollire o cucinare ammali di qualsiasi specie vivi o ucciderli in modo violento e non eutanasico senza preventiva anestesia o stordimento. E' vietato lasciare agonizzare animali a sangue freddo nell'ambito di attività commerciali.
  13. Al fine di evitare inutile stress psicofisico agli ammali da affezione ne è vietata l'esposizione nelle vetrine trasparenti dei negozi. Gli animali esposti all'intemo dei negozi per la vendita devono avere assicurate le adeguate condizioni di spazio, aerazione, luce, possibilità di riservatezza e rifugio, nonché acqua e cibo a sufficienza; il tutto in sintonia con le caratteristiche psicofisiche ed etologiche degli animali stessi.
  14. E' vietata ogni forma di accattonaggio con utilizzo di animali gravidi, con cuccioli lattanti o cuccioli da svezzare, animali non in buono stato di salute o comunque detenuti in evidenti condizioni di maltrattamento. Gli animali rinvenuti nelle suddette circostanze saranno sequestrati e ricoverati a cura degli organi di vigilanza presso una struttura pubblica di ricovero.
  15. E' vietato l'uso di animali per effettuare fotografìe a scopo di lucro.
  16. E' vietato trasportare gli animali nel bagagliaio degli autoveicoli salvo il caso in cui questo sia dotato di sufficiente ventilazione.
  17. E' fatto divieto di utilizzare ammali vivi come premi nelle seguenti attività:
    a. Nei giochi di qualsiasi natura, nei Luna Park, nelle Fiere e nelle Sagre ed in qualsiasi altra manifestazione pubblica o privata.
    b. Esibizioni in spettacoli, mostre itineranti e nei concorsi di vario genere.
  18. E' comunque vietato il combattimento fra animali.
  19. E' vietato costringere alla convivenza animali appartenenti a specie tra esse incompatibili.
  20. E' vietato, in caso di investimento o di ferimento di un animale, ometterne il soccorso.
  21. Si dispone la collocazione di cartelli nelle zone in cui si siano verifìcati casi di avvelenamento o dove siano stati ritrovati bocconi o esche avvelenate, al fine di segnalare tali episodi e per preservare l'incolumità di umani e non umani. I medici veterinari che nell'esercizio della professione vengano a conoscenza di un caso di avvelenamento o sospetto tale di animali da affezione o selvatici, di'proprietà o randagi, quale che siano le sostanze tossiche utilizzate, devono notificarlo al Servizio Veterinario dell'Azienda USL. Tali segnalazione andranno poi comunicate all'Amministrazione Comunale che prowederà:
    a. a dame informazione con cadenza semestrale alla Prefettura.
    b. a dame immediata comunicazione all'Amministrazione Provinciale, ai fini della sospensione temporanea dell'attività venatoria.

Le trasgressioni alla presente ordinanza, fatte salve le disposizioni penali in materia, saranno punite con le sanzioni amministrative previste dalle Leggi in vigore.
Agli esercizi commerciali è dato tempo 60 (sessanta) giorni per adeguare le proprie strutture a quanto previsto dalla presente ordinanza.
La Polizia Municipale e gli altri organi a ciò preposti per Legge o Regolamento sono incaricati di vigilare sulla corretta osservanza della presente ordinanza e di applicare le sanzioni previste dalla medesima.

Con il presente provvedimento si intende revocata la precedente ordinanza n. 1480 del 20.7.1993.

Dalla residenza municipale, lì 7 giugno 2001

IL SINDACO
Claudio Casadio