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Cittadinanza onoraria

La Cittadinanza onoraria è un’onorificenza straordinaria conferita dal Comune di Faenza ( Regolamento ) a persone fisiche viventi, non iscritte nell'anagrafe del Comune, senza differenziazione di sesso, nazionalità, etnia e religione, che si siano distinte particolarmente per:

  • il contributo nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dei diritti umani, della scuola, dello sport
  • iniziative di carattere sociale, assistenziale e filantropico, sportivo e di promozione del territorio locale
  • la realizzazione di opere, imprese e prestazioni in favore degli abitanti di Faenza o in azioni di alto valore a vantaggio della Nazione o dell’umanità intera
  • il particolare impegno dimostrato nel lavoro, nella produzione di beni e servizi, nelle professioni, nella gestione di Enti e Istituzioni pubbliche e private
  • l'affezione e l'interessamento verso la città di Faenza, testimoniati da opere e iniziative finalizzate a promuovere la conoscenza e la valorizzazione della città e della sua comunità in tutti gli aspetti
  • azioni di alto valore civile svolte a favore della città di Faenza, dell’Italia, dell’Europa o del mondo intero.

 

Albo dell'onorificenza civica

 

2018
Marella Cristiano
Per l'assiduo e proficuo servizio prestato alla Comunità di Faenza, nel ruolo di Comandante della Compagnia Carabinieri (2013-2018). Un impegno sempre in prima linea, volto ad accrescere il livello di sicurezza nel nostro territorio, per l'incessante attività di contrasto al crimine, per la costante attività di promozione e diffusione del senso civico e della legalità nonché per l'alto valore umano e sociale mostrato nell'espletamento delle funzioni istituzionali. Nato a Gioia del Colle (BA), Marella si è distinto nelle numerose missioni svolte in Italia e all'estero; la sua carriera è puntellata da medaglie di benemerenza, encomi ed apprezzamenti: in particolare, nel 2012, è insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “al merito della Repubblica Italiana” e, nel giugno del 2018, è insignito dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine “al merito della Repubblica Italiana”. Il profilo professionale del Comandante Marella si distingue per le consistenti esperienze operative nella repressione dei reati più disparati nonché in ambito investigativo e in operazioni di polizia giudiziaria, molte con numero elevato di arresti, incidenti pesantemente sulle articolazioni criminali presenti sul territorio, dedite al mercato degli stupefacenti, ai reati contro il patrimonio, la persona e l'ordine pubblico.

 

1996
Italo Cavagnini
Originario di Brescia, giunge a Faenza del 1946 in coincidenza con l'apertura dell'Istituto "Figli del Popolo", in Sant'Ippolito; dopo l'incendio dell'Istituto, nel 1957, si rese indispensabile approntare una nuova sede (Centro di Assistenza in via F.lli Rosselli). Allo scopo di contribuire in qualche modo al grave onere finanziario richiesto Don Italo passò nel 1955 a "lavorare" nella Sacrestia della Cattedrale di Faenza, dove ha continuato ad operare senza venir meno alle identità del proprio Istituto anzi, prodigandosi ancora maggiormente per il bene della gioventù e degli indigenti. In tempi in cui per il carnevale mancavano adeguati intrattenimenti adatti ai ragazzi, ha dato vita alle manifestazioni del "Pavone d'Oro", al "Cantagiro dei piccoli" ed altre innumerevoli manifestazioni di musica Rock fra le quali "Rock Night", "Musica sotto la Torre", ecc. Grazie a questo Sacerdote si è avuta una benefica fioritura di gruppi musicali e voci nuove, tanto che l'intenso interessamento giovanile alle attività musicali hanno reso Faenza una delle città più in vista nell'ambito della musica "moderna". A 50 anni dalla fondazione dei "Figli del Popolo" la città riscontra la volontà e il desiderio di sottolineare l'impegno profuso da Don Italo Cavagnini per un'intera vita alle problematiche e alla formazione di centinaia di giovani.

 

1986
Angiolo Fanfani
Medico chirurgo, già collezionista di monete e medaglie, verso la fine dell'ultima Guerra il suo interesse si è rivolto sempre più esclusivamente alla maiolica, divenendone negli anni un fine conoscitore. All'inizio degli anni Cinquanta, grazie al comune interesse per la ceramica toscana, è avvenuto l'incontro con Galeazzo Cora che si trasformò ben presto in un a grande amicizia cementata dalla passione per la maiolica. Molte delle opere presenti nella "Collezione Cora" hanno storie in comune di ricerca e acquisizione. In quest'ambito ebbe un ruolo fondamentale Giuseppe Liverani, direttore del Museo delle Ceramiche, nei frequenti incontri che si tenevano in Casa Cora e che proseguirono per alcuni decenni. Da questo crogiuolo nacquero importanti studi sulla ceramica toscana. Fanfani, erede universale di Galeazzo Cora, ha operato in modo determinante per fare si che la Collezione Cora arrivasse al Museo di Faenza. I suoi meriti non si fermano qui. Infatti, dopo la scomparsa di Cora (1983) donò al Museo tutto il patrimonio ceramico dell'amico, anche quello non compreso nei due atti di donazione del 1979: oltre 150 ceramiche, 500 tra contenitori e casse con migliaia di frammenti di produzione toscana e 14 esemplari di ceramica classica. Infine, nel 1984, lo stesso Fanfani ha fatto pervenire al Museo la preziosissima "Coppa Bergantini", con la volontà che apparisse quale parte integrante della donazione Cora. I due amici, Angiolo Fanfani e Galeazzo Cora, hanno contribuito non solo ad arricchire in modo decisivo il nostro Museo, ma a ristabilirne il primato nel mondo.

 

1981
Galeazzo Cora
Studioso, collezionista e appassionato d'arte ceramica ha perseguito, sin dagli anni Trenta, una ricerca sistematica della storia della ceramica italiana, in stretto collegamento con il Museo di Faenza e coi suoi direttori, Gaetano Ballardini e Giuseppe Liverani, a cui si legò anche da fraterni legami di amicizia. Sostenitore della rivista "Faenza" vi ha iniziato a pubblicare i primi suoi scritti d'argomento ceramico. Ha donato alla città di Faenza e al suo Museo una collezione di ceramiche italiane e straniere dal Medioevo al Settecento che, per qualità e quantità di esemplari, è da considerarsi come la più importante raccolta privata in Europa.

 

1980
Angelo Biancini
I meriti e i riconoscimenti raccolti da Angelo Biancini, ceramista e scultore, in decenni di attività, ne fanno un insigne esponente di quell'arte ceramica che ha reso Faenza famosa nei secoli. Da lunghi anni, presso l'Istituto d'Arte per la Ceramica, trasmette ai giovani le sue conoscenze e la sua arte, senza far dimenticare che la sua anagrafe artistica e culturale è legata alla Faenza delle istituzioni e delle tradizioni ceramiche. "Premio Faenza" del Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte, nelle edizioni del 1946 e 1957, Biancini ha inserito indissolubilmente il suo nome nell'Albo dei Grandi Maestri della ceramica e della scultura faentina. Artista "faentino" ad ogni effetto e compartecipe di un'amicizia che da tanti anni lo lega ad un appassionato amore per il lavoro, l'arte e la terra di Romagna.

 

1980
Faustino Moretti
Si è reso benemerito delle istituzioni culturali cittadine con costanti donazioni di opere d'arte sia per quanto riguarda il settore propriamente bibliografico, sia per quanto attiene a quello ceramico. In particolare, alla Biblioteca Manfrediana, ha fatto dono di un considerevole numero di pubblicazioni, soprattutto d'arte, e di somme che di anno in anno sono state destinate ai lavori più urgenti ed alle attrezzature della biblioteca. Nell'istituto sono custoditi il busto e alcune memorie della moglie (Giuseppina Salami) a cui è dedicato il fondo donato. Le elargizioni al Museo Internazionale di opere ceramiche, del periodo compreso tra le due guerre, costituiscono materia di studio e approfondimento dell'epoca; egli ha inoltre contribuito con somme in denaro che hanno costituito una fonte per l'aggiornamento del patrimonio. Nel corso degli anni ha dimostrato una fedeltà e un attaccamento alla città di Faenza degni di un vero cittadino. Egli infatti è stato sempre partecipe della vita culturale, memore della sua permanenza e del lavoro svolto nella nostra città.

 

1975
Maurizio Korach
Ungherese di nascita, è stato insegnante presso il Liceo Ginnasio di Faenza (1914) e attivo collaboratore di Gaetano Ballardini nella costituzione della Scuola di ceramica serale (1916-1919) e successivamente dell'Istituto d'Arte per la Ceramica (1920). All'Istituto d'Arte ha ricoperto la Cattedra di "Tecnologia Ceramica, Fisica e Chimica" assumendo anche la direzione del Laboratorio tecnologico sperimentale, incarichi dai quali fu costretto a dimettersi nel 1932, dopo varie persecuzioni subite per la sua attività antifascista. A Korach, oltre all'impegno profuso nell'insegnamento, negli studi e nelle ricerche, si devono l'introduzione dei metodi scientifici nell'industria italiana dei silicati, la realizzazione di nuovi procedimenti tecnologici per la porcellana magnesiaca e della tecnologia "kervit", la progettazione di numerosi impianti industriali in Italia e in Europa. Ha contribuito alla creazione del "Centro di Ricerche Tecnologiche per la Ceramica", realizzato dal CNR - Centro Nazionale delle Ricerche, presso i locali dell'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica di Faenza. Gli inestimabili tesori della sua esperienza e cultura hanno lasciato un'impronta vasta e inconfondibile della sua personalità.

 

1956
Pietro Montuschi
Che nella professione sanitaria, negli studi, nell'insegnamento universitario, nella pubblica amministrazione, in modo particolare a Faenza, in molteplici commissioni ed opere di assistenza e di beneficenza, ha profuso gli inestimabili tesori della sua mente eletta e del suo cuore buono e generoso, hanno lasciato un'impronta ampia e inconfondibile della sua personalità.