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La Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro

Le politiche dei tempi in Italia

Alla fine degli anni ’80, la legge n. 142 del 1990, di riforma della pubblica Amministrazione, diventa un primo riferimento legislativo utilizzato poi per avviare una nuova generazione di politiche temporali urbane. La legge, all’art. 36, assegna al Sindaco la potestà di coordinare gli orari dei servizi pubblici, secondo quelle che sono le esigenze degli utenti.
E' sempre più chiaro che conciliare i tempi di vita familiare e quelli dell’attività lavorativa non è una questione che interessa unicamente le donne, ma una questione che coinvolge la società nel suo complesso, che deve prevedere un articolato sistema di interventi, capaci di incidere su vari piani, in particolar modo quello culturale.
La vera svolta normativa e culturale, per favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, si attua, dieci anni dopo, con la legge 8 marzo 2000, n. 53 contenente “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”. Essa si propone di promuovere un equilibrio e un’armonizzazione tra i tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione e pone le basi affinché uomini e donne, le parti sociali e le istituzioni possano stipulare un “patto” che punti ad una crescita complessiva delle libertà, una umanizzazione del lavoro, più conciliante e in armonia con le esigenze del sistema produttivo.

 

Negli ultimi anni il mancato finanziamento dell’art. 9 Legge 53 del 2000 (contributi  a favore di aziende che applichino accordi contrattuali che prevedono azioni positive per la flessibilità e conciliazione) ha fortemente minato l’efficacia di una normativa importante e innovativa e reso difficoltosa la sua possibilità di incidere concretamente nella qualità di vita e lavoro delle donne e degli uomini, promuovendo un reale cambiamento organizzativo e sociale.

Il mancato finanziamento ha interrotto un percorso che, da un lato, aveva consentito alle aziende la sperimentazione di modalità organizzative per favorire la conciliazione dei tempi di vita-lavoro, e, dall’altro, aveva creato i presupposti per incidere sulla cultura della gestione strategica dell’organizzazione del lavoro.

 

09/02/2017