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MOZIONE SULL'ACCESSO PUBBLICO AL SAPERE E LA LIBERA FRUIZIONE DELLE OPERE DELL'INGEGNO

30 Novembre 2007

IL CONSIGLIO COMUNALE DI FAENZA
- riunito in data 29.11.2007 -
       Premesso che:
- l’accesso pubblico al sapere e la libera fruizione delle opere dell’ingegno rappresentano un minimo comune denominatore per iniziative tra loro diverse (Open Access, Free/Open Content, Free Open Source Software - Software libero, web Accessibility, No Trusted Computing), che si occupano di problemi diversi, ma che trovano una base condivisa nello sviluppo “aperto” della società della Conoscenza;
- le Pubbliche Amministrazioni hanno la possibilità di incentivare la produzione di opere dell’ingegno ed aumentare la loro distribuzione sul territorio, incrementandone i benefici per la popolazione, semplicemente utilizzando licenze d’uso diverse da quelle attuali e privilegiando le opere liberamente fruibili;
- il Cittadino, per mantenere il rapporto di fiducia verso la Pubblica Amministrazione, ha il diritto di poter liberamente accedere alle informazioni pubbliche e pertanto la codifica di tali dati non deve essere legata ad un singolo proprietario.
       Considerato che:
- la diffusione delle tecnologie informatiche nella società e nel mondo del lavoro e delle professioni è alla base di quella che viene definita oggi come e-democracy e costituisce uno strumento ormai imprescindibile per garantire a tutti i cittadini il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 Costituzione), per rendere effettiva la libertà dell’arte, della scienza e del loro insegnamento (art. 33 Costituzione) e per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la loro effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3 Costituzione);
- nelle Linee Guida del Governo per lo sviluppo della società dell’informazione si dichiara il software libero (open source) vantaggioso in termini di contenimento dei prezzi, trasparenza (e quindi sicurezza), non dipendenza da un singolo fornitore, elevata riusabilità, accessibilità per le piccole realtà di sviluppo (economie locali);
- il software libero risponde all’esigenza di dare concreta attuazione, soprattutto da parte delle Pubbliche Amministrazioni (Stato, Regioni, Province, Comuni, Università, Scuole, ...), ai principi di buon andamento, economicità, partecipazione, libertà di manifestazione del pensiero, libertà scientifica e libertà di insegnamento, pluralismo informatico;
- il software non libero o proprietario, attualmente molto diffuso, limita l’esercizio delle libertà fondamentali degli utenti e degli operatori professionali, favorisce la posizione dominante di pochi produttori e fornitori monopolistici e comporta restrizioni alla concorrenza ed al mercato dei diversi settori informatici;
- la sempre maggiore necessità di migliorare l’efficienza e l’efficacia degli investimenti, anche nel campo delle tecnologie dell’informazione, da parte degli Enti Pubblici, impone alle Amministrazioni la ricerca delle possibilità di riuso delle soluzioni già realizzate, in un’ottica di positivo scambio di esperienze e di ottimizzazione delle risorse, come indicato tra le principali linee strategiche del C.N.I.P.A. (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione). Il software libero e le opere liberamente ridistribuibili in quest’ottica permette un notevole incremento delle opportunità di riuso del materiale già acquistato da altre amministrazioni, ed in un’ottica di coordinamento dei diversi enti garantisce un notevole risparmio di risorse pubbliche;
Impegna il Sindaco e la Giunta Comunale
- a svolgere un’indagine conoscitiva sull’impiego delle risorse informatiche all’interno degli uffici comunali, tesa a verificare ed attuare la possibilità di introdurre, diffondere e/o incrementare l’utilizzo del software libero all’interno dell’Amministrazione nel processo di naturale e fisiologico ricambio software/hardware, alla luce dei benefici rilevabili in termini economici, di funzionalità e di promozione delle libertà fondamentali;
- ad impegnarsi per adottare formati aperti e gli standards disponibili sull’accessibilità per le comunicazioni con i cittadini; a promuovere il riuso dei beni immateriali acquistati (software, documentazione, corsi online, ecc.) collaborando con altri Enti Locali, per migliorare l’offerta dei servizi e l’efficacia dell’impiego delle risorse;
- a distribuire tutti i beni immateriali culturali finanziati interamente o con una partecipazione dell’Amministrazione Comunale o delle società con una partecipazione del Comune con quota pari o superiore al 50%, sotto una forma che permetta:
1. la pubblica, libera e legale accessibilità e fruibilità, in particolare attraverso Internet;
2. la completa accessibilità, includendo quindi tutte le tecnologie per garantire l’utilizzo da parte dei diversamente abili;
3. una qualità idonea a garantire una buona fruibilità;
- ad impegnare gli autori dei beni immateriali culturali di cui sopra a rilasciare le loro opere con licenze d’uso Copyright che permettono, dopo due anni al massimo dalla loro pubblicazione:
1. la possibilità di riprodurre e ridistribuire liberamente e senza oneri l’opera;
2. la loro persistente indipendenza da eventuali diritti ulteriori connessi all’esercizio del diritto d’autore;
3. la loro piena disponibilità libera da misure tecnologiche di protezione dalla produzione;
- a pubblicare, dopo due anni al massimo dalla pubblicazione, le opere di cui sopra sul sito web del Comune, ovvero un nuovo sito predisposto dall’Amministrazione, per distribuire i beni immateriali culturali finanziati totalmente o parzialmente, direttamente o indirettamente dall’Ente.
Votata all’unanimità