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APPROVATO IL NUOVO STATUTO COMUNALE

29 Giugno 2007

Dalla maggioranza di centrosinistra e dall’Udc
Le principali modifiche riguardano la  pace, la composizione della giunta e il voto consultivo agli stranieri residenti
Al termine di circa due anni di lavoro (18 mesi in commissione – da ottobre 2005 ad aprile 2007 – e 3 mesi in consiglio – da aprile a giugno 2007), il Consiglio comunale manfredo ha approvato ieri sera, giovedì 28 giugno, il nuovo statuto comunale. Il precedente, in vigore dal 19 dicembre 1999, aveva recepito alcuni lievi emendamenti il 20 luglio 2000.
Hanno votato a favore le liste Uniti nell’Ulivo, Prc, Verdi, La Tua Faenza-Udc (22 consiglieri presenti) e il sindaco Claudio Casadio; contrari Forza Italia, An e Lega Nord (4 presenti). Durante il dibattito, inoltre, il presidente del Consiglio comunale Emanuele Tanesini ha dato lettura di due messaggi, inviati rispettivamente dal consigliere di Forza Italia Cosimo Musca (assente per motivi di salute) e dal consigliere di Progetto Romagna Vittorio Ghinassi, (assente per motivi professionali), nei quali è contenuto il loro parere favorevole alla versione dello statuto approvato dal Consiglio comunale.
Le principali novità riguardano i temi della pace (art. 1), il numero degli assessori che compongono la giunta (art. 19) e la partecipazioni dei residenti stranieri ai referendum consultivi (art. 36). Per quanto riguarda la pace, lo statuto “ribadisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, condanna ogni tipo di totalitarismo, promuove la cooperazione fra i popoli, mette in atto e sostiene iniziative culturali, educa-tive, di ricerca e di informazione che operano per il conseguimento di questi obiettivi”; inoltre, evidenzia che: “Il dialogo, la solidarietà e l’integrazione sociale rappresentano i valori attraverso i quali Faenza desidera essere terra di pace”. In merito alla giunta, il Consiglio comunale ha abolito il limite di otto assessori del precedente statuto, approvando l’emendamento in cui afferma che essa è composta “dagli assessori in un numero massimo corrispondente a quanto previsto dalla legge”.
Infine, per ciò che concerne il diritto di voto degli stranieri, lo statuto stabilisce (art. 36), che le relative modalità di attuazione saranno indicate dal regolamento del Consiglio comunale, la cui discussione inizierà in commissione dopo la pausa estiva.  Lo statuto afferma inoltre che: “Le proposte e gli intendimenti espressi dai cittadini attraverso la consultazione referendaria, che hanno ottenuto la maggioranza dei consensi, costituiscono priorità che il consiglio comunale comprende nei suoi programmi secondo la disciplina stabilita dal regolamento in materia”.